Il charleston

Gli anni 20 negli Stati Uniti d’America sono gli anni dell’old jazz, del proibizionismo e degli uomini gangster; gli anni in cui le donne portano capelli alla garçonne che avrebbero caratterizzato le acconciature anni 20, indossano gonne corte e sono le prime a godere di uno stato di parità tra i sessi sia sociale che politico grazie al diritto di voto concesso per la prima volta nel 1920.

Siamo alla fine della Prima guerra mondiale, in un contesto pervaso da euforia e smania di divertimento; un mondo dove ballare assume un ruolo di primo piano nella vita sociale e si verifica un conseguente sviluppo dell’industria dell’intrattenimento e delle sale da ballo.
In questo contesto prende vita il Charleston, un ballo che risponde al bisogno di svago della gente e allo stesso tempo consente di vivere in maniera più libera i rapporti sociali prevedendo che il partner non sia sempre lo stesso ma cambi continuamente durante la stessa serata. Il Charleston inizia a prendere piede vertiginosamente durante la seconda metà degli anni 20, tanto che compagnie composte da musicisti di colore e ballerine bianche iniziano a creare e a presentare i loro spettacoli.

Si crede che i primi passi Charleston nascano dagli scaricatori neri del porto dell’omonima città statunitense, prendendo ispirazione dai movimenti che solitamente eseguivano per caricare o scarica merci dalle navi. Altre versioni, invece, fanno nascere questo ballo dai movimenti di base delle danze propiziatorie delle tribù africane. Il Charleston infrange tutte le regole dei balli di sala di provenienza europea, in quanto non segue uno schema classico, infatti il ballo Charleston consiste nel gettare all’esterno le gambe con le punte dei piedi rivolte all’interno cercando di mantenere le ginocchia unite.

Seguono poi sgambettamenti velocissimi, contorsioni, salti, calci e tutto ciò che suggerisce il ritmo fortemente sincopato e swing della musica jazz. Il tutto sottolineato dal suono di uno strumento a percussione annesso alla grancassa, il Charleston, costituito da due piatti di metallo posti uno sopra l’altro.
Il ballo Charleston può essere ballato singolarmente da entrambe i sessi con passi molto netti e veloci; o in Coppia, con ritmi rapidi e frenetici.
La versione originale, principalmente ballata dalle donne, è molto scattante quasi convulsiva, come si può vedere nelle performance eseguite nei teatri di Broadway.

Al giorno d’oggi il Charleston è molto diffuso tra i ballerini di Swing. Viene utilizzato sia nel ballo di coppia che in solo, ad esempio inserito in coreografie di jazz. Esistono delle vere e proprie competizioni organizzate in festival internazionali e non è raro, in pista, assistere ad una jam circle dove i ballerini si danno “battaglia” a suon di passi di Jazz e Charleston.

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