Il valzer: un'unione tra musica e ballo

Alcune forme musicali, strettamente legate alla danza, spesso derivano da quelle che sono state esigenze e consuetudini popolari consolidatesi nel tempo. È il caso del Valzer, componimento musicale che prende forma nel XVIII secolo ad opera di musicisti come Beethoven, Haydn, Hummel.
Il valzer è una danza in misura ternaria (3/4), eseguita a coppia chiusa (cavaliere e dama a stretto contatto), formata da un unico semplice passo e caratterizzata dal perpetuo volteggiare della coppia.

Le origini

La sua origine è piuttosto controversa. Alcuni studiosi ritengono che derivi dalla volta, un ballo in misura ternaria proveniente dalla Provenza, in voga nel Cinquecento presso tutte le classi sociali e tra i preferiti dei sovrani Enrico III di Francia ed Elisabetta I di Inghilterra. La volta all’epoca era molto apprezzata perché fonte di divertimento e di piacere, ma allo stesso tempo era oggetto di scandalo per la sua forma “a coppia chiusa”, che comportava uno stretto contatto tra il cavaliere e la dama. In entrambe le danze era l’uomo a far roteare la donna e anche il modo di tenersi era simile: un braccio della donna sopra una spalla dell’uomo e un braccio dell’uomo a cingere la vita della donna.
Tuttavia, il termine “valzer” proviene dall’antico tedesco walzen, che significava “ro- tolo” e dunque contiene l’idea del giro. Quindi, stando alla provenienza tedesca del nome, secondo altri studiosi l’origine del valzer apparterrebbe ai paesi di area germanica e in tal caso il suo antenato sarebbe l’allemanda, che nel Settecento veniva ancora danzata in alcune regioni della Germania e della Svizzera nella forma “a coppia chiusa” e in misura ternaria ed era anche rifiorita in Francia, sia come danza “di corte” sia come ballo “di sala”.

Il profondo legame tra musica e ballo

Al di là della contesa paternità, quello che attira la nostra curiosità è il modo in cui la forma musicale riesce ad adeguarsi agli sviluppi e alla metamorfosi di una pratica, in questo caso quella della danza, rispecchiandone le caratteristiche e rendendosi conforme alle diverse esigenze coreiche.
Mai come in questo caso due discipline riescono a combaciare tra loro, il connubio Valzer-Danza, cioè Valzer come forma musicale e Valzer inteso come ballo, pare ottimale, facendo convivere le due forme artistiche in una simbiosi perfetta. Da un punto di vista musicale l’andamento ternario che lo caratterizza gli conferisce uno slancio particolare e una certa fluidità di movimento, mentre sotto l’aspetto coreutico è una danza che prevede per la prima volta la posizione frontale della coppia permettendole quindi di ballare mantenendo un contatto ravvicinato.

Le sale da ballo

Nel 1818 Madame de Genlis, istitutrice del futuro re Luigi Filippo di Francia, disse che il valzer avrebbe fatto smarrire qualsiasi fanciulla onesta che l’avesse ballato. De Genlis definiva così questo nuovo ballo: «Una giovane dama, vestita in modo leggero, si getta tra le braccia di un altro giovane che se la stringe al petto e la conquista in modo così precipitoso che il cuore di lei non può smettere di battere all’impazzata e la testa inizia a girarle. È questo l’effetto del valzer!». Nel 1833 un manuale britannico di buone maniere lo sconsigliava alle donne non sposate, perché era «un ballo troppo immorale per le signorine». Nessuna di queste obiezioni frenò la diffusione della danza, cui contribuì l’apertura di un nuovo tipo di struttura: la sala da ballo.
Nel 1759 la cantante lirica Teresa Cornelys, dopo essersi esibita con scarso successo sui palchi di mezza Europa, si stabilì a Londra e fondò quella che sarebbe stata la prima sala da ballo pubblica, la Carlisle House. Funzionava come un club privato ed esclusivo dove si poteva cenare, giocare a carte, ascoltare un’orchestra da camera e, naturalmente, ballare. Il suo esempio fu presto seguito da altre capitali europee. A Vienna aprirono lo Sperl e la Apollo-Saal, dove si formò lo stesso Johann Strauss padre. Più giovani abbracciarono con entusiasmo la nuova moda e le sale da ballo finirono per rappresentare il naturale habitat di diffusione del valzer.

Oggi la tradizione del Valzer viennese è una vera e propria istituzione che ogni anno attira milioni di visitatori. Con un lavoro meticoloso e una imponente organizzazione che culmina nel famosissimo concerto di Capodanno, trasmesso in mondovisione dalla Sala d’Oro del Musikverein e dal Teatro dell’Opera di Vienna, con l’autorevole presenza delle ormai osannate Wiener Philharmoniker e Wiener Opernball.
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