Oddissi: danza indiana tradizionale.

Uno dei balli tradizionali dell’India è sicuramente l’Odissi.

L’Odissi non è una semplice danza bensì una serie di movimenti attraverso i quali il corpo veicola un messaggio. Gli arti, il busto, i gesti e persino lo sguardo, diventano veicolo di un significato ben più profondo della mera rappresentazione artistica.

L’Odissi è una danza classica indiana (una delle più antiche, pensate!) che affonda le radici nella spiritualità indiana e trae ispirazione dallo yoga. I movimenti sono aggraziati, lenti e sensuali: il tutto suggerisce una componente devozionale e gli spettatori sono attenti ai movimenti esterni quanto a quelli interni, dello spirito. Gli arti superiori si muovono in maniera lenta e fluida in contrapposizione con le movenze decise e più ritmiche di quelli inferiori, in grado di liberare l’energia che sarà il motore per i movimenti della parte superiore del corpo.

L’Odissi e la danza indiana tradizionale, si costruiscono attorno a due principali posizioni base, che sono il Chouka e Tribhanga: si tratta di una triplice flessione del corpo in cui la spina dorsale è posizionata come per disegnare un’asse. Mix di forza e stabilità, l’Odissi è una danza coinvolgente e incantevole, durante la quale non si capisce dove finisce la matrice devozionale e inizia quella artistica volta all’intrattenimento.

Si possono, inoltre, riconoscere due stili diversi e distinguibili in base a delle caratteristiche: abbiamo il maharis praticato a scopo spirituale e il gotipuas messo in scena da uomini travestiti da donna.

Odissi: un po’ di storia

L’Odissi è una danza indiana che nasce nello stato di Orissa e ha origini molto antiche. Pensate che all’interno di alcuni templi sono state ritrovate statuette raffiguranti danzatrici risalenti al 2° secolo a.C.!

L’Odissi era una danza indiana inizialmente circoscritta ai luoghi sacri ed eseguita dalle cosiddette “devadasi” (che proviene dall’unione della parola “deva” ovvero “dio” e “dasi” ovvero “serva”). Il che va a sottolineare come in effetti l’Odissi fosse profondamente radicata nella religione hindu.

Sarà poi in seguito alla conquista del popolo indiano della propria indipendenza (negli anni cinquanta) a rifiorire come forma artistica. Questo avvenimento ebbe, infatti, come conseguenza lo sdoganamento della danza indiana Odissi: da forma di devozione divenne una forma di intrattenimento e i ballerini iniziarono ad eseguirla all’interno di corti e nei teatri.

Dunque, l’Odissi, al pari delle altre danze classiche indiane si configura come un perfetto connubio di spiritualità, religione e arte.

Spesso, coloro che sono estranei a questo mondo, tendono a rilegare questa categoria di danza esclusivamente nella religione tipica dei popoli da cui trae origine: niente di più sbagliato!

Infatti, aprirsi a nuove forme artistiche, aiuta ad aprirsi ad altre culture e a realizzare come, in effetti, si tratti di meravigliose forme di intrattenimento capaci di catturare l’attenzione di chiunque abbia la fortuna di assistere a questo tipo di spettacolo.

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