Scopriamo le origini e le caratteristiche del Flamenco.

Non si può intendere la storia di Spagna, almeno dal 1650 in poi, se non s’intende la corrida e il flamenco!

Il mondo dell’arte flamenca e della corrida, tradizionalmente vincolati nel tempo e nello spazio, sono istituzioni profondamente radicate nella vita e nella tradizione del popolo spagnolo.

Scopriamo insieme le origini e le caratteristiche del Flamenco: tipico ballo dell’Andalusia

Dove nasce il Flamenco

E’ innegabile la preponderanza e il protagonismo che ha avuto l’Andalusia nella creazione e nello sviluppo storico di queste due arti. Ambedue nascono e si diffondono in un suolo appropriato, geograficamente e geneticamente parlando.

Per essere ancora più precisi: la sua culla originale è la bassa Andalusia, quella atlantica; il triangolo magico che ha i suoi vertici a nord in Siviglia ed a sud in Cadice, passando per Jerez de la Frontera.

L’80% delle forme flamenche che conosciamo nacquero in questa zona, e da lì vengono le modalità del cante più puro, quale la toná, la soleá, la siguiriya, la buleria. Si può affermare senza dubbio di errore che l’intensità e l’autenticità flamenca è strettamente vincolata a questa zona geografica.

Questo vincolo è un fatto di prim’ordine e lo dimostra la circostanza del suo permanere nel tempo. Ma tutto questo non sarebbe stato sufficiente senza la componente umana e senza l’apporto decisivo dei gitani.

Il ritmo flamenco

I ritmi e le melodie originali dell’India incontrarono il folklore locale. Con la loro innata capacità di assimilazione, i gitani li assorbirono. Finché tuttavia i gitani non cominciarono a cantare “por siguiriya“, “soleá” e altri canti, non si può parlare di cante flamenco. Prima del loro arrivo in Andalusia, i gitani non cantavano niente di simile al flamenco.

In conclusione i due termini si esigono a vicenda. Quando si è irradiato, com’era inevitabile, al di fuori della sua terra d’origine il flamenco, pur guadagnando in estensione, ha perso in intensità e purezza.

Flamenco: movimenti e danza e la relazione con il Toreo

Esiste un insieme di similitudini estetiche ed umane fra l’arte del toreo e il flamenco. Si va dalla somiglianza del vestito o “traje de luz” del torero con il tipico abbigliamento degli artisti di flamenco, specialmente quello dei “bailaores“, alla somiglianza del gioco delle mani, desplantes, quiebros de cintura e altri atteggiamenti, che caratterizzano alcuni momenti dell’interpretazione delle due manifestazioni artistiche.

Ma l’analogia tra il toreo e il flamenco si manifesta apertamente in motivazioni e comportamenti comuni, fino ad arrivare a un linguaggio e un vocabolario unitario.

Movimenti e danza

Le ragioni di questa intima relazione trovano la loro origine nelle particolarità spirituali e sociali che caratterizzano ambedue gli ambienti, quali la procedenza prevalentemente dallo stesso habitat, la tendenza a mantenere, al disopra di tutto, costumi e caratteristiche vitali proprie, sia per razza che per tradizione.

Dovuto a questo cumulo di affinità artistiche si può parlare di un ambiente tauro-flamenco. Si va dal grido Olé, che premia e accompagna nello stesso modo il successo del torero e dell’artista flamenco, a termini ambivalenti, quale “temple, tercio, remate, desplante, ecc.

Esiste un parallelismo tra le due manifestazioni quanto alla loro interpretazione. Il “pase natural”, un passo tra i più puri del toreo, lo si può paragonare alla soleá o alla seguiriya, che sono forme basiche e fondamentali nel cante e nel baile flamenco.

Ed ora non resta che lasciarti coinvolgere anche tu dal ritmo flamenco nell’esclusivo spazio d’incontro culturale Motì, dove il ballo, uno dei linguaggi artistici e espressivi dall’alta valenza “sociale e culturale”, diventa strumento per favorisce l’incontro per la diffusione, la conoscenza e condivisione di culture.

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